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Maurizio Marini

Non è questo il destino, la trama del volo dell’angelo nel niveo splendore del bianco, tutt’al più il foglio, come nelle mani di un bambino può realmente volare, sia un aquilone o, più semplicemente, piegato per assomigliare a un aereo. Cosicché i fogli cui Angelo Bianchi conferisce un’altra forma non subiscono mai traumi o strappi: si arrotolano e si giustappongono, alludono ad altre cose, cantano, sublimi matite- organo, raccolgono l’impossibile metafora di un mare infinito all’interno di cilindri (non a caso) bianchi, si esasperano nel crollo angolare di quadrati ritagliati per sottolineare uno spazio dispari, contenente le fratture visive (che sostituiscono quelle temporali, einsteiniane).

M’inghiotte la Notte

Acrilico su carta (2008) ipotesi installativa

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